La fotografia nell’era della comunicazione

2 03 2008
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I nostri occhi sono continuamente assillati, distratti e inquinati da immagini: alcune banali , spesso orribili, a volte bellissime. L’ approccio alla fotografia professionale non ha a che vedere con la riproduzione della realtà, ma con il mostrarla come normalmente non viene vista, per fretta o distrazione e, più in generale, per una diffusa diseducazione al silenzio e all’osservazione. L’impegno che si assume il fotografo corrisponde ad una missione: quella di fermare il tempo e lo spazio nell’ attimo dello scatto, racchiudendo, nella cornice del suo rettangolo, l’ elisir segreto dell’ osservatore, cogliere l’esplosione di una storia, di un vicenda, di un momento, centrando il giusto millesimo di secondo nel quale si è compiuta la sua perfetta realizzazione.
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Bits fotografici

28 02 2008

Dagli anni Sessanta l’arte subisce una consistente trasformazione che vede prevalere concetti quali interattività, performance, identità, qualità che oggi il digitale sembra inglobare e rendere ancora più fruibili. La fotografia dei bits permette, tuttavia, la costituzione di uno spazio sperimentale che porta all’infinito i confini conosciuti della fotografia e dell’ immagine in genere e comprendono una nuova situazione di coesistenza con gli altri media che vanno ben oltre i consueti significati che siamo abituati ad associare alla fotografia. In un ambiente constituito da network e spazi digitali, la fotografia può continuare a testimoniare ed inventare come consapevolezza delle trasformazioni in atto: gli strumenti dell’arte non sono il linguaggio dell’arte che, invece, appartiene esclusivamente all’artista.

Water on third dimension